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Il problema Protezione SpA
 
Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano sottolinea, in una nota, la distorsione del significato di "emergenza" in relazione alla Protezione Civile SpA e auspica una revisione della legislazione sugli appalti.
Milano, 11 marzo 2010
Il problema Protezione SpA
La proposta poi ritirata, di costituzione, di una “Protezione Civile SpA” cioè di una società “in house” a totale partecipazione pubblica per l’esercizio delle attività strumentali del Dipartimento della Protezione Civile, ha suscitato nell’opinione pubblica forti perplessità, condivise da questo Ordine, proprio per la eccessiva estensione dell’ambito di competenza del dipartimento.
La Legge istitutiva del servizio nazionale (L. 225/92) disciplinava con una certa precisione l’azione di competenza della Protezione Civile, sempre riconducibile ad eventi caratterizzati da “stati di emergenza” proprio perché lo scopo dell’ente era quello di tutelare “l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi”.
Grandi eventi?
Ma nel 2004 una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha introdotto accanto al concetto di “stato di emergenza” anche quello di “grande evento” rapportandoli tra loro come fossero sinonimi e da allora gli interventi che hanno visto protagonista la Protezione civile non sempre sono stati caratterizzati dall’emergenza (i più importanti: G8, Vuitton Cup, 150° Anniversario dell’Unità d’Italia). Da ultimo si sta concretizzando sempre più l’estensione delle caratteristiche di evento da sottomettere alla logica dell’emergenza anche all’EXPO 2015.
Si è confuso il concetto di “stato di emergenza” con quello di “urgenza” giustificando quindi il ricorso all’uso dei poteri emergenziali della Protezione Civile con la necessità di rispettare dei tempi che sarebbero stati irrealizzabili applicando le procedure previste dalla legge sugli appalti pubblici.
Una soluzione?
Ecco quindi il problema vero: una legislazione in materia di appalti complessa che va rivista, semplificata ma sempre nel rispetto dei principi di libera concorrenza, trasparenza e parità di trattamento.
Riteniamo fondamentale, al fine di evitare distorsioni che alterano la libera concorrenza e tutte le regole del mercato, una riforma organica che riveda l’intera disciplina dell’azione della Protezione Civile, riportando il concetto di “emergenza” alle sue origini, e una revisione delle leggi sugli appalti pubblici che tenga conto della necessità di rendere applicabili anche nei casi di “urgenza” le procedure aperte e trasparenti di affidamento degli incarichi.

p. il Consiglio dell’Ordine
il Presidente
dr. arch. Daniela Volpi
 
 
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