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CONGRESSO NAZIONALE DEGLI ARCHITETTI ITALIANI - BARI 2003

Il contributo della Consulta Regionale Lombarda al VI Congresso nazionale

Il tema primario del congresso "Dai 100 degli anni ’90 ai 1.000 concorsi di oggi – mille nuove architetture – cambia l’Italia" ha sicuramente restituito, con efficaci effetti visuali più che con parole e documenti, un messaggio in termini essenziali e immediati per una platea ben più vasta degli operatori architetti, rivolgendosi direttamente a una opinione pubblica oggi certamente attenta alla qualità architettonica e consapevole del fatto che questa rappresenta un diritto della collettività.

Gli Ordini lombardi, a latere dell’impegno mediatico rivolto come si è detto essenzialmente all’ ”esterno”, hanno tuttavia inteso offrire un contributo aggiuntivo e peculiare, sottolineando l’esigenza di trasferire le enunciazioni di principio, già esposte a Torino nell’autunno ’99, in atti concreti, di passare quindi dalla teorizzazione al campo applicativo, di concludere l’attuale congresso con “testi” piuttosto che, come in passato, con “manifesti”.

Senza dunque nuovamente ribadire il ruolo dell’architettura nella formulazione già pienamente condivisa 4 anni or sono e senza soffermarsi oltre sul riconoscimento della professione "intellettuale", sul ruolo "etico" che alla stessa compete, peraltro ancora al centro dell’imminente dibattito (vedasi la tematica di cui alla definizione “professionalismo- terza logica”), si preferito soffermarsi sul bilancio di quanto sinora positivamente perseguito e effettivamente raggiunto :
- la promulgazione del DPR 328/2001con la riforma di corsi di laurea
- l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della “Legge quadro sulla qualità architettonica”
- il disegno di legge sulla riforma delle professioni in avanzato itinere
affinché siano completati e perfezionati gli esiti legislativi e possa avviarsi una concertazione sistematica con le istituzioni. in primis su scala regionale (per via del ruolo determinante assegnato dal titolo V della Costituzione alla legislazione concorrente in cui ricadono ambiti strettamente attinenti alla nostra professione (governo del territorio, lavori pubblici, valorizzazione dei beni culturali e ambientali).).

Se infatti per aspetti che investono l’ambito statale Il Consiglio Nazionale ha potuto operare con efficacia e risultati, non altrettanto si può dire sia avvenuto a scala regionale ove la legislazione l del territorio, dell’ambiente, delle opere pubbliche ha dato luogo una situazione frazionata e decisamente differenziata, se non ad una vera e propria “diaspora disciplinare”, cui gli Ordini Provinciali hanno avuto difficoltà a relazionarsi.
Purtroppo difficoltà di raccordo con il preesistente impianto legislativo professionale hanno finito, nei disegni di legge in itinere di riforma delle professioni (Vietti e Mantini), col produrre evasività circa una adeguata rappresentatività istituzionale a scala regionale degli Ordini : il compito sopraesposto peraltro ineludibile, resterà pertanto ancora demandato al Consiglio Nazionale e soprattutto ai singoli Ordini.

La Consulta Lombarda, producendo nel dibattito congressuale una serie di specifici contributi relativi ad "aree di intervento", costituite da problematiche attuali, urgenti e critiche su cui incidere tem-pestivamente, documentando iniziative in corso ed esiti ottenuti, ha inteso evidenziare come sia comunque possibile sin d’ora, senza attendere riforme e codifiche di ruoli, intervenire su poteri e problemi che travalicano l’ambito provinciale, traducendo l’esperienza di 11 Ordini, nel rispetto delle singole specificità e autonomie, in una espressione regionale unitaria e coordinata.


Il Presidente
arch. Stefano Castiglioni

 
File allegati:
 0 - Indice sintetico temi congressuali
 1 - In merito a trasparenza e sicurezza degli edifici
 2 - Sul governo del territorio (rapporto tra programma piano e progetto)
 3 - Circa la professione nell'agenda economica di governo e regioni
 4 - Per quanto attiene alla problematica dei concorsi di architettura

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