Didascalia
Promossa dal Politecnico di Milano, aperta nello spazio mostre Guido Nardi del Campus Leonardo fino al 28 marzo e curata da Marco Biraghi, Giovanna Latis, Tommaso Mazzega, Francesco Patetta con un contributo fotografico di Sosthen Hennekam, “I Latis e Milano 1945-1985” restituisce al pubblico la figura di due protagonisti discreti ma fondamentali della stagione di ricostruzione che ha trasformato Milano nel secondo dopoguerra.
Attraverso disegni, materiali d’archivio e fotografie contemporanee, l’esposizione ripercorre oltre quarant’anni di attività dello Studio Latis Architetti, mettendo in luce un modo di progettare capace di tenere insieme rigore compositivo, attenzione urbana e qualità dell’abitare. Il percorso espositivo si concentra soprattutto sugli edifici residenziali realizzati tra gli anni della ricostruzione e la metà degli anni Ottanta, evidenziando il dialogo continuo tra architettura, città e società che caratterizzò quel periodo.
Vito (Firenze, 1912 - Albavilla, 1996) e Gustavo (Milano, 1920 - Albavilla, 2016) Latis si formarono entrambi al Politecnico di Milano, laureandosi rispettivamente nel 1935 e nel 1948. La loro vicenda personale fu segnata dalle leggi razziali fasciste, che li costrinsero a rifugiarsi in Svizzera prima della fine della guerra. Tornati in Italia, iniziarono inizialmente percorsi professionali separati per poi associarsi stabilmente a metà degli anni Cinquanta. Dal 1955 il loro studio produsse numerosi interventi soprattutto in Lombardia, contribuendo in modo significativo alla definizione del paesaggio urbano milanese. Tra le opere più note figurano il condominio di via Lanzone (1949-53), arricchito dalle decorazioni dei balconi realizzate da Lucio Fontana, l’edificio misto di via Turati (1953-55), esempio emblematico di “urbanità” milanese, e quello di via Monte Santo (1954-55), capace di integrare in un unico organismo architettonico funzioni diverse.
La mostra valorizza questa esperienza progettuale come espressione della “scuola milanese”, nella quale l’architettura si sviluppa come pratica multidisciplinare: dal disegno urbano alla scala dell’edificio, fino al progetto degli interni e degli arredi. Materiali provenienti dagli archivi privati della famiglia Latis dialogano con gli scatti contemporanei del fotografo Sosthen Hennekam, offrendo uno sguardo attuale su opere che continuano a raccontare una stagione cruciale della storia architettonica milanese.
L’esposizione è aperta gratuitamente al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19.
Per maggiori informazioni e iscrizioni » https://www.polimi.it/il-politecnico/eventi/dettaglio-evento/i-latis-e-milano-1945-1985