Gestione del territorio: dagli architetti lombardi 5 punti al futuro governo di Regione Lombardia
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Gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti agli Ordini lombardi, che oggi contano oltre 27.600 professionisti, sono un’espressione di molte competenze sul territorio, costruite attraverso un impegno culturale e professionale continuo sui temi dell’architettura, della pianificazione, del paesaggio, della tutela. Proprio per questi diversi campi di attività e conoscenze ampie, gli architetti sono interlocutori importanti sui temi e sulle questioni prioritarie da portare avanti a livello regionale.

Con l’avvicinarsi delle elezioni, Consulta AL e i presidenti degli Ordini degli Architetti PPC lombardi propongono al prossimo governo di Regione Lombardia alcune azioni per migliorare la complessa gestione del territorio, tema centrale che deve trovare una ricomposizione e rafforzamento nelle priorità e nelle nuove strategie alla luce dei problemi oggi aperti.

 

  1. Revisionare gli strumenti pianificatori e la legislazione. Si auspica un intervento di riforma complessivo della legge per il governo del territorio, sia per la parte edilizia che per quella urbanistica. Occorre dare nuova attenzione alla verifica dei livelli di pianificazione, alla direzione delle politiche ambientali, all’attuazione della rigenerazione urbana e territoriale, alla salvaguardia, valorizzazione e costruzione dei paesaggi. È necessario anche realizzare strumenti più semplici ed efficaci, sia dal punto di vista progettuale che gestionale per i Comuni lombardi, gran parte dei quali sono di piccola e piccolissima dimensione. Serve altresì studiare modalità di partecipazione finalizzate alle scelte migliori per il futuro dei territori e delle comunità, con una cura specifica degli spazi pubblici e dei beni comuni.
  2. Semplificare la burocrazia, agevolare interventi di qualità. Il tema dello snellimento procedurale e della semplificazione legislativa, mantenendo regole chiare e necessarie, e togliendo norme inutili o complicate, limitando all’indispensabile le eventuali deroghe, è fondamentale per promuovere e migliorare la qualità degli interventi. In particolare il recupero degli edifici esistenti e l’adeguamento delle città dal punto di vista energetico, costituiscono obiettivi primari per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. La quasi totalità degli immobili, soprattutto quelli del secondo dopoguerra, sono peraltro difficili da recuperare, in ragione dell’impossibilità di definire lo stato legittimo attraverso una doppia conformità, che legge il passato con gli occhi del presente. In questa prospettiva le varie e complesse norme vigenti devono trovare un’adeguata risposta legislativa che sciolga i nodi critici e favorisca l’adeguamento e il miglioramento del patrimonio esistente, a livello nazionale partendo dalla riscrittura della Legge Urbanistica Nazionale e del DPR 380/2001, per poi scendere a livello regionale, riscrivendo la LR 12/2005.
  3. Gestire la qualità delle tutele e trasformazioni del paesaggio. È importante lavorare su due fronti, risolvendo le problematiche del Piano Paesistico Regionale e dei vincoli paesaggistici ministeriali, e parallelamente delle carte del paesaggio di livello comunale, funzionali al lavoro delle Commissioni locali per il paesaggio. Va anche sostenuto il compito di valutazione dei progetti, permettendo di concentrarsi su quelli che costituiscono un reale intaccamento dei valori paesaggistici tutelati. Sono al contempo da garantire le tempistiche approvative e la risoluzione dei nodi sulla compatibilità degli interventi nei diversi contesti paesistici. Inoltre sono da consolidare e garantire le competenze delle commissioni paesaggistiche di livello locale, le quali svolgono un lavoro essenziale sui territori, che va riconosciuto anche economicamente come decisivo e indispensabile per realizzare e migliorare l’articolato paesaggio lombardo.
  4. Ridare centralità al progetto. Il Codice Contratti in fase di approvazione semplifica le tempistiche perseguendo il principio del “fare in fretta” e a qualunque costo. Si dimentica l’importanza del progetto e dei concorsi, tra i più efficaci strumenti per alzare la qualità progettuale e minimizzare lo spreco di risorse in fase realizzativa e gestionale. Il progetto è un valore, e questo valore interessa per tutti. “Fare bene” garantisce un futuro migliore e una positiva ricaduta, anche economica, sul territorio, sull’ambiente sul paesaggio, dove viviamo.
  5. Proseguire e rafforzare il dialogo tra Regione e Consulta AL. È necessario rendere strutturali i tavoli già attivi sulle tematiche della pianificazione, dell’ambiente, del paesaggio e dell’architettura, coinvolgendo i rappresentanti di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori e delle categorie professionali alle quali è riconosciuto un ruolo di portatori di interessi diffusi nei confronti della collettività.

 

Su tutti questi temi Consulta AL e i presidenti degli Ordini lombardi degli Architetti PPC sono attivi e disponibili a proseguire e sviluppare la sinergia e le attività già in essere con il prossimo governo regionale.

 

Consulta AL
e
Stefano Molgora presidente OAPPC di Brescia
Alessandra Boccalari presidente OAPPC di Bergamo
Margherita Mojoli presidente OAPPC di Como
Marta Visone presidente OAPPC di Cremona
Anselmo Gallucci presidente OAPPC di Lecco
Danilo Cremonesi presidente OAPPC di Lodi
Cristiano Guernieri presidente OAPPC di Mantova
Federico Aldini presidente OAPPC di Milano
Michela Locati presidente OAPPC di Monza e Brianza
Gian Luca Perinotto presidente OAPPC di Pavia
Gianmatteo Romegialli presidente OAPPC di Sondrio
 

30 Gennaio 2023

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