Foto di Erika Serio
Fino all’1 novembre, il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita “La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e un’eterna bellezza”, una mostra curata da Giovanna Calvenzi che mette in dialogo uno dei capolavori dell’arte romana con i linguaggi della fotografia contemporanea. L’esposizione ha inaugurato il programma di iniziative per il bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, avvenuto nel 1826, e propone una riflessione sulla capacità del patrimonio storico di generare nuove interpretazioni e visioni.
Le opere di 40 fotografi italiani e internazionali, tra cui Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Silvia Camporesi, Giovanni Chiaramonte, Franco Fontana, Maurizio Galimberti e Giovanni Gastel, restituiscono una pluralità di sguardi sulla celebre scultura bronzea. Il progetto nasce da un’iniziativa avviata nel 2021 dal fotografo bresciano Renato Corsini, con il volume Vittoria Alata. Viaggio di andata e ritorno, dedicato al restauro dell’opera. Da allora, gli autori sono stati invitati a confrontarsi con la statua nel nuovo allestimento progettato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg. Le fotografie superano la dimensione documentaria per diventare interpretazioni autonome: la figura viene esaltata nella sua monumentalità, frammentata in dettagli, moltiplicata attraverso sovrapposizioni o reinterpretata con strumenti digitali e intelligenza artificiale. Ne emerge un atlante visivo che dimostra come un’opera antica possa continuare a stimolare la creatività contemporanea.
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