Tour Modernismo in Borgo San Paolo: condominio Two Stars, via Malta 1 (Massimo Cotti, foto Andrea Ferrari)
Dopo Roma e Milano, torna sabato 6 e domenica 7 giugno anche Open House Torino, tagliando nel 2026 la sua nona edizione. Per due giorni la città si trasforma in un grande laboratorio diffuso di esplorazione urbana, con oltre 160 luoghi aperti gratuitamente e 16 tour guidati che attraversano quartieri, architetture e paesaggi meno consueti.
Presentato presso la Casa del custode – esempio di abitare sperimentale nato dal dialogo tra ElasticoFarm ed ErranteArchitetture – racconta una città fatta di stratificazioni, dove residenze private, palazzi storici, spazi produttivi riconvertiti, studi d’artista e infrastrutture contemporanee costruiscono una mappa alternativa di Torino. La selezione 2026 conferma la centralità dell’abitare come chiave interpretativa, ma amplia lo sguardo verso luoghi di lavoro, formazione e socialità, restituendo un’immagine dinamica e complessa del tessuto urbano.
Accanto alle abitazioni, il programma attraversa spazi iconici e interventi recenti, recuperi post-industriali e architetture sperimentali, con particolare attenzione ai processi di rigenerazione urbana e alle trasformazioni in atto. L’evento si distingue anche per la capacità di mettere in relazione patrimonio storico e contemporaneità, includendo grandi edifici istituzionali, spazi culturali, infrastrutture e progetti di innovazione sociale.
Tutte le visite di Open House Torino sono gratuite. L’accesso ai luoghi avviene con modalità differenti a seconda degli spazi: quasi tutti sono a ingresso libero, alcuni richiedono invece la prenotazione tramite il sito ufficiale o prevedono accesso contingentato con code in loco. I tour guidati sono anch’essi gratuiti e in molti casi su prenotazione, per garantire una gestione ordinata dei flussi e una migliore esperienza di visita. Il programma completo con orari, modalità di accesso e disponibilità è consultabile su openhousetorino.it.
Open House Torino non è soltanto un evento di apertura straordinaria, ma un dispositivo culturale che invita cittadini e visitatori a osservare la città da prospettive inedite. Dalle residenze private agli spazi collettivi, dalle architetture contemporanee ai luoghi della memoria industriale, ogni apertura contribuisce a costruire una narrazione corale della trasformazione urbana.
Con il suo approccio diffuso e partecipativo, il 2026 rinnova la vocazione del progetto: rendere l’architettura accessibile, leggibile e vissuta, restituendo Torino come organismo in continua evoluzione.